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Hai imparato ad imparare?

  • di.esse
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 3 min


Nell’articolo Come scegliere il corso di laurea giusto (senza pentirsene dopo sei mesi) abbiamo parlato degli errori più comuni nella scelta universitaria. Tra questi c'era anche il rischio di seguire le mode del momento.

Oggi vale la pena soffermarsi su quella che probabilmente è la moda, la paura e al tempo stesso l'opportunità più discussa degli ultimi anni: l'Intelligenza Artificiale.

All'inizio del secolo scorso esistevano professioni che oggi sembrano appartenere a un altro mondo.

C'era chi veniva pagato per svegliare i lavoratori battendo con un lungo bastone sui vetri delle finestre. C'era chi accendeva e spegneva le lampade che illuminavano le strade delle città. C'erano centralinisti che collegavano manualmente una telefonata all'altra e addetti agli ascensori che accompagnavano le persone da un piano all'altro.

Erano lavori veri. Lavori rispettati. Lavori che sembravano destinati a durare.

Poi arrivarono nuove tecnologie. E quei lavori scomparvero.

In realtà quello che sparì non era il lavoro. Cambiarono le competenze richieste alle persone.

La corsa all'oro tecnologico

Oggi stiamo vivendo qualcosa di simile.

Ogni giorno leggiamo articoli, ascoltiamo interviste e vediamo analisi che parlano di Intelligenza Artificiale, di professioni a rischio, di lavori destinati a cambiare e di un futuro che sembra arrivare più velocemente di quanto riusciamo a immaginare.


È normale che tutto questo generi domande.

Soprattutto tra chi sta scegliendo il proprio percorso di studi.


  • Tra maturandi che devono iscriversi all'università.

  • Tra lavoratori che stanno pensando di riqualificarsi.

  • Tra genitori che cercano di aiutare i propri figli a orientarsi.


Molti arrivano rapidamente ad una conclusione: "Se l'Intelligenza Artificiale è il futuro, allora devo scegliere una facoltà legata all'Intelligenza Artificiale". Così iniziano le ricerche: Informatica, Ingegneria, Data Science, Cybersecurity.


Percorsi validissimi, senza dubbio. Ma forse il ragionamento è più complesso. Perché l'Intelligenza Artificiale non è una professione. L'Intelligenza Artificiale è una tecnologia. È uno strumento. Un po' come è stato Internet.



Uno strumento trasversale per ogni professione

Vent'anni fa sarebbe stato assurdo pensare che tutti dovessero diventare programmatori.

Internet è entrata nella medicina, nella comunicazione, nella psicologia, nell'economia, nella scuola, nella pubblica amministrazione, nello sport e perfino nell'agricoltura.

Con l'Intelligenza Artificiale probabilmente accadrà qualcosa di simile.

  • Lo psicologo dovrà comprenderla.

  • Il pedagogista dovrà comprenderla.

  • Il comunicatore dovrà comprenderla.

  • L'economista dovrà comprenderla.

  • L'insegnante dovrà comprenderla.

  • Il manager dovrà comprenderla.

  • Persino professioni che oggi consideriamo lontane dal mondo tecnologico si troveranno a convivere con strumenti basati sull'Intelligenza Artificiale.


La competenza più preziosa: Imparare ad imparare

Per questo motivo una scelta universitaria non dovrebbe nascere dalla paura.

Non dovrebbe essere guidata dalla moda del momento.

Non dovrebbe nemmeno inseguire la professione che oggi sembra più richiesta.

Dovrebbe partire da una domanda diversa:

"Chi sono?"

"Quali sono le mie capacità?"

"In quale contesto posso esprimere al meglio il mio potenziale?"

Per anni abbiamo chiesto ai giovani:

"Che lavoro vuoi fare da grande?"

Oggi il mondo sembra suggerirci una domanda più importante:

"Hai imparato ad imparare?"

Perché nessuno può sapere con certezza quali professioni saranno più richieste tra dieci o vent'anni.

Molti dei lavori che svolgeranno i giovani di oggi probabilmente non esistono ancora.

Altri cambieranno profondamente.

Altri nasceranno dall'incontro tra discipline che oggi consideriamo separate.

In questo scenario, la competenza più preziosa non è una singola nozione.

Non è un software.

Non è nemmeno una laurea.


È la capacità di apprendere.

Di aggiornarsi.

Di adattarsi.

Di continuare a crescere quando il contesto cambia.

L'Intelligenza Artificiale non sta dicendo ai giovani quali facoltà scegliere.

Sta ricordando a tutti noi che probabilmente non basterà più studiare una sola volta nella vita.

La formazione continua, i master, le certificazioni, l'aggiornamento professionale e le competenze trasversali diventeranno sempre più importanti.


È qui che l'orientamento assume un significato nuovo.

Non serve soltanto a scegliere un corso di laurea.

Serve a costruire un percorso.

Serve a capire come i propri talenti possano incontrare il mondo che cambia.



Costruire una direzione con DI.ESSE

In DI.ESSE incontriamo ogni giorno studenti e lavoratori che arrivano con una paura.

La paura di sbagliare scelta.

La paura di essere in ritardo.

La paura di non essere abbastanza preparati.

Quasi sempre scopriamo che il problema non è la mancanza di capacità.

È la mancanza di orientamento.


Per questo crediamo che il vero rischio non sia l'Intelligenza Artificiale.

Il vero rischio è affrontare il cambiamento senza strumenti, senza informazioni e senza un progetto.

Le professioni continueranno a nascere, trasformarsi e talvolta scomparire, come è sempre accaduto nella storia.

La capacità di imparare, invece, continuerà ad accompagnare le persone per tutta la vita.

Perché il futuro non si può prevedere. Ma ci si può preparare ad attraversarlo.

E forse la domanda più importante che dovremmo porci non è:

"Quale laurea mi proteggerà dall'Intelligenza Artificiale?"

Ma:

"Quale percorso mi aiuterà a imparare per tutta la vita?"

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