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Quando il contesto conta più del talento

  • di.esse
  • 14 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

Storie che ci ricordano una verità spesso trascurata: non tutti apprendono allo stesso modo.

Nel lavoro quotidiano di orientamento ci capita spesso di incontrare studenti e adulti capaci, curiosi, motivati, che però faticano in ambienti percepiti come caotici, poco prevedibili o eccessivamente esposti alla pressione sociale. Non perché manchi il talento, ma perché il contesto non è quello giusto.


Apprendere non è uguale per tutti

C’è chi rende meglio nel confronto continuo e chi ha bisogno di silenzio.

Chi apprende ascoltando e chi rivedendo più volte i contenuti.

Chi trova stimolo nella presenza fisica e chi, invece, funziona meglio in ambienti strutturati, con tempi chiari e spazi controllabili.

Parlare di inclusione oggi significa anche riconoscere la neurodiversità: la naturale varietà dei modi di pensare, concentrarsi, apprendere e relazionarsi.

In questo senso, la formazione telematica può aiutare. Non è una scorciatoia né una scelta “minore”.


È un ambiente formativo con caratteristiche precise, che per alcune persone può fare la differenza:

  • maggiore prevedibilità

  • gestione autonoma dei tempi

  • riduzione della pressione sociale

  • controllo degli stimoli

  • possibilità di rivedere le lezioni

Per alcuni profili, inclusi quelli neurodivergenti, questi elementi non sono dettagli, ma condizioni di funzionamento.

In DI.ESSE non crediamo nelle etichette.


Non esistono percorsi giusti o sbagliati in assoluto, ma percorsi più o meno coerenti con la persona.

Orientare significa prima di tutto ascoltare:

  • come una persona studia

  • in quali contesti rende meglio

  • quali ambienti la bloccano

  • quali, invece, la mettono in movimento


A volte la risposta è un’università in presenza.

A volte una telematica.

A volte un percorso ibrido.

A volte è necessario fermarsi, riflettere e riprogettare.

L’inclusione non nasce al momento dell’assunzione o dell’esame finale.

Nasce molto prima, quando una persona trova un percorso che può sostenere senza snaturarsi.

Spesso basta poco: una conversazione, una domanda fatta bene, qualcuno disposto ad ascoltare davvero.

È da qui che parte il nostro lavoro.

Ed è da qui che, ogni volta, ricominciamo.

Immagine utilizzata nel rispetto dei termini di licenza Shutterstock ID ordine: CS-07264-3500

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