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Talenti senza barriere: ciò che Genova sta già facendo per l’inclusione lavorativa

  • di.esse
  • 10 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Un incontro che non si è limitato ad elencare ciò che “servirebbe fare”, ma ha mostrato ciò che è già stato avviato, ciò che funziona e ciò che può diventare un modello stabile, perché nasce per creare un ecosistema stabile tra aziende, istituzioni e associazioni.

Il progetto è già operativo su tre direttrici:

  • costruire alleanze pubblico–private,

  • valorizzare competenze e talenti delle persone con disabilità,

  • accompagnare le aziende in politiche reali di diversity & inclusion.

  • Durante l’evento sono stati presentati risultati tangibili avvenuti nella Regione Liguria

  • 10 milioni di euro investiti nel 2025 per formazione e inserimento,

  • lavoratori già coinvolti in percorsi attivi,

  • progetti dedicati alle disabilità intellettive e relazionali,

  • il programma “Costruire il futuro”, che ha prodotto inserimenti lavorativi reali dopo percorsi di formazione personalizzati.

Anche Il quadro nazionale non è da meno


Sono già attivi:

  • il Piano nazionale per la promozione dei diritti delle persone con disabilità,

  • il Decreto 62/2024, che semplifica valutazioni e introduce il “progetto di vita”,

  • l’istituzione, dal 1 gennaio 2025 dell’ Autorità Garante Nazionale per la disabilità, oggi punto di riferimento contro discriminazioni dirette e indirette.


Due sono gli interventi che ci hanno colpito nella prima parte del convegno.

L’intervento di Francesco Bocciardo, campione paralimpico, ha riportato l’inclusione nella dimensione delle scelte concrete.

Ha spiegato il concetto di disability by design: progettare ambienti, servizi e organizzazioni mettendo la disabilità fin dall’inizio al centro dei processi, non come elemento da adattare dopo.



Questo approccio può e deve coinvolgere:

  • la formazione dei team,

  • l’organizzazione del lavoro,

  • i modelli di leadership,

  • i percorsi di carriera,

  • i processi aziendali.


Quando la disabilità viene considerata nella fase di progettazione, le barriere non nascono a priori.

A conferma, Bocciardo ha ricordato un dato emblematico: dopo le Paralimpiadi di Londra, un milione di persone con disabilità in più ha trovato lavoro nel Regno Unito, grazie a un cambio culturale diffuso, non a nuovi obblighi normativi.


A seguire, l’intervento di Michael Luciano, direttore di Winclusion, società specializzata nella selezione di personale con disabilità.

La sua analisi è stata estremamente concreta: l’inclusione funziona quando risponde ai bisogni dell’azienda e alle competenze della persona.


Winclusion lavora infatti su due fronti:

  • selezionare candidati con invalidità certificata,

  • supportare le aziende nella costruzione di percorsi inclusivi sostenibili e produttivi.


M. Luciano ha ricordato un dato poco noto:

i posti disponibili per la legge 68/99 sono circa il doppio delle persone effettivamente inserite. Il problema non è la norma, ma il mismatch culturale e organizzativo.

La sua sintesi è chiara: l’inclusione non è un gesto simbolico, ma un processo che si misura nelle assunzioni, nel clima interno e nelle performance.


Nel corso del convegno, il tema dell’inclusione è stato affrontato a partire dalla disabilità, con un’attenzione giustamente focalizzata su diritti, accesso al lavoro e rimozione delle barriere.

Ma l’inclusione, per sua natura, non riguarda una sola categoria: è una visione che attraversa tutte le fragilità, visibili e invisibili, e tutte le fasi della vita.


Nasce quando una persona trova un percorso che può sostenere, un progetto che la accoglie, uno spazio in cui sentirsi autorizzata a crescere.

È ciò che DI.ESSE prova a generare ogni giorno.


Lo facciamo attraverso percorsi universitari triennali, pensati per accompagnare le persone passo dopo passo, offrendo una struttura solida a chi riparte, a chi cambia direzione, a chi ha bisogno di tempi e modalità compatibili con la propria vita.

Lo facciamo attraverso certificazioni e strumenti professionali, che aprono possibilità nuove e spesso inattese.


Lo facciamo attraverso progetti formativi e culturali che aiutano studenti e adulti a scoprire le proprie risorse, a dare forma alle idee, a rimettere in movimento il pensiero.

Per DI.ESSE, l’inclusione è questa: creare condizioni perché le persone possano scegliere. E quando qualcuno sceglie, anche solo una volta, ciò che davvero desidera, l’inclusione non è più un obiettivo: è già accaduta.


L’inclusione, per noi, è prima di tutto un incontro. E ogni incontro può diventare un punto di svolta.

Vi aspettiamo: a Genova, a Trecate, o ovunque voi siate, perché siamo sempre online.

Passate per una chiacchierata: a volte basta una conversazione per sentirsi inclusi


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