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Un anno Di.ESSE

di.esse
15 ago
Tempo di lettura: 3 min

La fine di un anno scolastico ti porta sempre a tirare una linea


In un mondo che ti chiede sempre di rimanere sui binari, noi, non abbiamo mai amato contare i traguardi.


Abbiamo aperto Di.Esse e avevamo una stanza, qualche scrivania e una convinzione semplice: le persone non cercano soltanto un'università. Cercano qualcuno che si fermi ad ascoltarle abbastanza a lungo da capire quale strada possa davvero appartenergli.



Le stanze poi sono diventate due e non sono cambiate in questo anno.

Sono cambiate, invece, le persone che le hanno attraversate.



I numeri che raccontano una storia

C'è chi è entrato per sostenere un esame. Poi è tornato per il successivo. E poi ancora. Da febbraio a luglio sono passati da qui 157 studenti e le nostre aule hanno ospitato più di settecento esami. E poi ci sono quelli che hanno preso una certificazione informatica. Ed il numero sale.

Ma sarebbe un errore pensare che il nostro lavoro si possa misurare contando gli esami.

Ogni esame racconta una storia diversa.


C'è il lavoratore che studia la sera.

C’è La mamma che riprende gli studi dopo anni.

C’è il ragazzo che cambia facoltà perché finalmente ha capito cosa vuole fare.

C’è la studentessa che da una tesi ha iniziato a costruire un corso sul coding per i bambini da zero a sei anni. Un'idea che oggi sta crescendo e che domani diventerà formazione, ampliando del network e, speriamo, una pubblicazione.



Nuove sinergie e traguardi raggiunti

In quest’anno è successo anche altro.


Abbiamo accolto una nuova università, la Giustino Fortunato, ampliando le possibilità di scelta per chi desidera costruire il proprio percorso senza rinunciare al lavoro o alla famiglia.


Abbiamo acceso le luci della nostra voce in radio. Siamo entrati nelle sale del cinema.


Abbiamo raccontato il nostro modo di fare orientamento sui giornali e sui social anche se la cosa più bella è il passaparola di chi entrato nelle nostre piccole stanze per condividere con gli amici la propria esperienza e dire…vai da loro, fanno la differenza.


Abbiamo avuto l'onore di essere al fianco della Virtus Entella, perché lo sport, come lo studio, insegna che i risultati arrivano molto dopo gli allenamenti.



Progetti che prendono forma: la casa editrice e le persone

Insieme al Centro Clinico San Giorgio abbiamo aperto una casa editrice.


Qualcuno potrebbe chiedersi cosa c'entri una casa editrice con un centro di orientamento.

Per noi la risposta è semplice. Le idee hanno bisogno di un luogo dove diventare visibili. Le tesi non dovrebbero finire in un cassetto. I progetti non dovrebbero restare appunti su un quaderno. Le persone meritano di vedere riconosciute le idee che vogliono portare avanti.

Forse è questo il filo che unisce tutto quello che è accaduto quest'anno.

E ancora.

Due ragazzi che qualche anno fa erano venuti da noi in cerca di orientamento oggi sono gli ideatori di un progetto educativo che aiuta altri giovani a interrogarsi sul futuro.

Un professionista che avevamo accompagnato ha vinto un bando ed è diventato docente in un ITS.

Un altro ha aperto un'impresa nel suo Paese d'origine.

Una ragazza, con la laurea, ha avuto una nuova possibilità di lavoro che non immaginava.

Ad un giovane scrittore abbiamo aperto il nostro network aiutandolo a trovare una casa editrice per il suo secondo romanzo.



Il vero significato dell'orientamento

E se qualcuno ci chiede, ma voi fate orientamento universitario? Sorridiamo.

Perché in fondo non è proprio così.

L'università è soltanto uno degli strumenti.

Quello che proviamo a fare, ogni giorno, è mettere una persona nelle condizioni di immaginare un passo che il giorno prima non vedeva.

A volte quel passo è una laurea.

A volte è un progetto.

A volte è un lavoro.

A volte è semplicemente il coraggio di ricominciare.

Se dovessimo riassumere questo anno in una sola frase, sarebbe questa:

Non abbiamo contato soltanto gli studenti che sono entrati da quella porta. Abbiamo cercato di capire quanti, uscendo, avessero davanti a sé una possibilità in più.


Un nuovo inizio

E questo il nostro modo di misurare un anno.

Non fermarci a ciò che abbiamo raggiunto.

Ma domandarci quali nuovi traguardi possiamo costruire insieme alle persone che verranno.

Perché ogni settembre, in fondo, non è la fine di qualcosa.

È sempre l'inizio di una nuova storia.

E noi non vediamo l'ora di cominciare a scriverla, nuova e di nuovo.



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